Andrea Mariuz

Biography

Maggiore dei Carabinieri, Andrea Mariuz assume il comando della Compagnia Carabinieri di Spilimbergo nel settembre 2015. Proveniente dal Comando Legione Carabinieri Friuli Venezia Giulia, ricopre qui l’incarico di ufficiale addetto all’Ufficio logistico dello Stato maggiore dove studia il settore logistico e organizzativo.

Con più di dieci anni di esperienza nella territoriale dell’Arma come sottufficiale, partecipa alla missione estera di pace (Ex Yugoslavia) nella MSU (Multinational Specialised Unit). Nel 2000 transita nel ruolo speciale degli ufficiali dell’arma col grado di S.Ten. e assume il comando di NOR (Nucleo operativo e Radiomobile), di Compagnia CC e di C.do Nucleo di Polizia Militare inserito preso il C.do 1° FOD (Forze di Difesa).

Dopo gli studi giuridici e quelli di formazione militare, consegue la Laurea Magistrale in “Criminologia applicata per la investigazione e la sicurezza” – LM 88- presso la Università di Bologna. Possiede il Master di I livello in “Diritto internazionale e Umanitario” e Master di secondo livello in “Menagement per  Scenari Partecipati”.

Ha pubblicato articoli in:
– Rassegna Arma dei Carabinieri n°2-3/2013 “Gli incidenti tecnologici e la ricerca delle criticità nascoste”;
– Rivista di Polizia, Aracne Editrice – maggio 2013 “Il fattore umano e l’errore organizzativo negli incidenti tecnologici”;
– Rassegna Arma dei Carabinieri n° 2/2014 “Operatori di emergenza e disturbo da stress post traumatico (DSPT)”;
– Rivista di Polizia, Aracne Editrice – maggio-giugno  2014, “Vittime di crimini violenti e disturbo da stress post–traumatico (DSPT)”.

Intervento

Gli incidenti tecnologici e la ricerca delle criticità nascoste. Modelli di indagine. (La cultura della sicurezza nelle organizzazioni umane complesse e nelle tecnologie).

«È indubbio che l’uomo nella sua esistenza voglia raggiungere gli obiettivi prefissati nelle massime condizioni di sicurezza. Esistono, però, i rischi, che impediscono, in tutto o in parte, il raggiungimento di quell’obiettivo. È chiaro dunque che nella progettazione e attuazione di qualsiasi progetto si voglia realizzare la sua piena riuscita, anche valutando ogni condizione e ogni variabile imprevista o remota per scongiurare il verificarsi o l’insorgere di eventi avversi.

In sintesi si vuole realizzare un progetto, che nelle sue fasi sviluppi e concretizzi ogni efficacia dell’azione e dei risultati. Questo processo avviene ogni giorno in ogni attività umana, ma, negli ultimi decenni si assiste a una crescente ulteriore sollecitazione e sensibilizzazione sul tema in modo che l’agire organizzato dall’uomo sia costantemente contraddistinto da alti valori di sicurezza. Il tema “sicurezza” ha dunque toccato applicazioni ed attuazioni in diversi settori della vita pubblica e privata. Il tema è perciò attuale.

Si tratta dunque di investigare per ricercare le cause di un fatto, o più fatti negativi, al fine di scegliere ed adottare dei rimedi, delle protezioni, dei ripari contro tutti i fenomeni avversi rispetto alla ottimale e lineare operatività di un sistema.

La ricerca delle cause per la ottimizzazione del sistema, che lo rende più sicuro, richiede un metodo scientifico d’indagine per conoscere le cause più profonde per poter adottare ulteriori e più idonei metodi. Il fare buon tesoro dei precedenti eventi avversi e delle soluzioni precedentemente adottate, riadattando o riformulando l’assetto, consente un ulteriore affinamento a vantaggio della sicurezza, nel senso più ampio del termine.

Nel trarre spunto dalla sempre maggiore diffusione delle nuove tecnologie produttive e delle organizzazioni, si vuole esporre uno studio e una analisi su un argomento di grande rilievo per le sue implicazioni pratiche, giuridiche ed economiche: gli “incidenti tecnologici”.

In esso sono descritte le dinamiche organizzative e le responsabilità gestionali che provocano tali “errori”, attraverso una disamina delle diverse teorie che gravitano intorno a questa articolata e complessa problematica, strettamente connessa agli ambienti organizzativi e in particolare a quelli a contenuto tecnologico.

Ricordando che il processo investigativo non è esclusivo appannaggio degli operatori delle forze di polizia ma deve, e può anche, essere strumento lavorativo operativo di figure specifiche all’interno di ogni organizzazione umana».

  • Quando

  • Venerdì 5 ottobre, ore 10.45
  • Dove

  • Sala rossa