Angelo Camerlenghi

Biography

Nato a Bergamo, geologo con un Master in Geological Oceanography conseguito negli Stati Uniti nel 1988 e un dottorato di Ricerca in scienze della Terra nel 1991, Angelo Camerlenghi si occupa di geologia dei fondali oceanici, nel Mediterraneo e nelle aree polari (Antartide e Artico).

Ricercatore presso l’Istituto nazionale di oceanografia e di geofisica sperimentale (OGS) a Trieste dal 1992, dal 2004 al 2011 è professore di ricerca presso ICREA, a Barcellona, e dal 2012 di nuovo a Trieste. Qui, dirige la Sezione di ricerca geofisica di OGS e insegna Geologia marina all’università.

Intervento

La deposizione del sale al fondo del Mediterraneo

«Circa 6 milioni di anni fa la comunicazione tra le acque del Mar Mediterraneo e dell’Oceano Atlantico si è interrotta, o è stata fortemente limitata, a causa di un sollevamento della crosta terrestre nella zona di Gibilterra, con un concomitante abbassamento globale del livello del mare.

L’evaporazione, causata dal vento e dal clima arido sulla gran parte del Mediterraneo, ha provocato la concentrazione salina delle acque fino alla saturazione e precipitazione di Sali sul fondo: in totale, si stima che il volume di sali depositati ecceda 1 milione di chilometri cubi, con spessori di oltre due chilometri. Questo enorme strato di sale si estende dal Mare di Alboran, vicino a Gibilterra, sino alle coste di Israele e Libano.

Secondo la “Teoria del disseccamento del Mediterraneo” il livello del mare si è ridotto di alcuni chilometri, trasformando l’intero bacino del mediterraneo in un’immensa salina arida e senza vita. Secondo altri, l’intero Mar Mediterraneo ha mantenuto il livello originale ma con le acque sature di sali. Dopo circa 500 mila anni, il Mar Mediterraneo è ritornato rapidamente un mare “normale’”.

Sotto i fondali oceanici ci sono evidenze di un’irruzione delle acque dell’Atlantico a Gibilterra, che potrebbero aver determinato la più catastrofica alluvione mai registrata sulla terra. Altri invece pensano che l’acqua che ha diluito la salamoia del Mediterraneo sia arrivata da est più lentamente, dalla zona del Mar Nero.

Come vedremo nell’incontro, risolveremo i dubbi solo perforando, a scopo scientifico, i fondali del Mediterraneo».

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  • Quando

  • Sabato 6 ottobre, ore 10.45
  • Dove

  • Auditorium