Fabrizio Macchia

Sito: www.kaitiaki.it
Ha scritto: Pubblicazioni sui modelli di bilancio sociale per le scuole e il web reporting, Franco Angeli.

Biography

Dal 1979 al 1995, Fabrizio Macchia è manager in area Sales&Marketing in major italiane e multinazionali nel settore ICT.

Nel 1995, fonda Synergon, consulting per lo sviluppo competitivo delle PMI. Dal 1998, fonda altre tre aziende high tech: Vega Informatica per l’ITC, AM Engineering per la visione artificiale, AM spa per il laser, e le porta da start-up al mercato internazionale.

Nel 2014, sviluppa Moove, un’innovativa soluzione per l’internazionalizzazione 3.0 delle PMI basata su Big Data Analytics (www.moove.it)

Nel 2017 crea Kaitiaki, l’applicazione basata sull’intelligenza artificiale che analizza modelli comportamentali online, legati a fenomeni sociali come cyberbullismo, hate speech, sexting, stalking.

Ha anche partecipato a diversi progetti come formatore e ricercatore con GBS (Associazione nazionale per lo sviluppo e la ricerca scientifica di bilanci sociali) e con PROSPERA, associazione che punta a far crescere in Italia i valori della responsabilità sociale personale, della trasparenza, del merito e dell’onestà intellettuale.

Intervento

Ma quanto ti odio! Insultare sui social è un reato, lo sapevi? Cyberbullismo e hate speech.

«Siamo tutti consapevoli di come i social siano diventati pervasivi e invasivi nella vita di ogni giorno. Minore è, invece, la consapevolezza sui rischi che questo comporta per i ragazzi e altri soggetti deboli.

I social sono vasi comunicanti tra la vita reale e quella virtuale e diventano così dei propagatori e amplificatori di ciò che accade da una parte e dall’altra, nel bene e nel male. L’abbassamento dell’età di accesso a internet, e ai social network, e la falsa sensazione di sicurezza determinata dalla virtualizzazione del contatto tra aggressore e vittima hanno diffuso e accelerato una serie di comportamenti violenti: ogni giorno i fatti di cronaca vedono ragazzi vittime di azioni online come il cyberbullismo, l’hate speech, lo stalking, con conseguenze spesso anche tragiche.

Nell’intervento, affronteremo questo scenario che, da un’analisi sui modelli comportamentali e sui linguaggi online, fra i ragazzi in età 8-17 anni, fornisce questi dati:

  • 80% dei ragazzi considera normale insultare sui social
  • 86% non ritiene gravi le conseguenze per la vittima
  • 70% degli insulti riguardano aspetto fisico e abbigliamento
  • 60% non ritiene grave pubblicare foto non autorizzate».
  • Quando

  • Venerdì 5 ottobre, ore 11.30
  • Dove

  • Sala rossa