CENTRALE IDROELETTRICA “ANTONIO PITTER”

La centrale che illuminò Piazza San Marco

La centrale di Malnisio è un gioiello di architettura industriale del Novecento. Conserva tutti i macchinari originali e buona parte della strumentazione. Oggi è un museo: i materiali e i documenti custoditi sono uno strumento di divulgazione scientifica nel settore dell’energia e dell’ambiente.

Il fabbricato principale, adibito a sala macchine, è stato restaurato nel 2006, in occasione del centenario della Centrale. Nello stesso anno, è stato restaurato anche l’ingresso della struttura a est. Ha così preso vita ufficialmente il museo della “Centrale di Malnisio”.

La storia

Alla fine dell’Ottocento, l’ingegnere capo del Regio Ufficio del Genio Civile, Aristide Zenardi, ebbe un’intuizione rivoluzionaria: sfruttare le acque del torrente Cellina per produrre energia elettrica. Fino a quel momento, tali acque erano state sfruttate soltanto per il trasporto del legname e per alimentare alcune rogge ad Aviano, Vivaro e Maniago. Zenari, invece, aveva in progetto un complesso d’impianti, con altre due centrali a Giais e al Partidor: voleva utilizzare l’energia elettrica per illuminare la città di Venezia e sviluppare le attività industriali in Veneto e in Friuli. I lavori iniziarono nel 1900. Zenari si occupò della parte idraulica e civile mentre suo cognato, Antonio Pitter, di quella elettro-meccanica. La centrale prevedeva l’installazione di sei turbine idrauliche tipo “Francis”, costruite dalla Riva-Monneret, accoppiate ai rispettivi alternatori Tecnomasio Italiano Brown-Boveri da 2.600 HP. La corrente generata a 4mila Volt era elevata con due trasformatori monofase a 30mila Volt, tensione di trasporto massima per quei tempi.

Più di duemila tra minatori, scalpellini, muratori, carpentieri e donne portatrici lavorarono per cinque anni. La Centrale entrò in funzione nel maggio del 1905 con quattro turbine e diede la prima luce a piazza San Marco. Funzionò sino al 1988. La centrale di Giais si accese nel 1908 e quella di Partidor nel 1919.

 

Chi era Antonio Pitter

Nato a Pordenone nel 1867, Antonio Pitter si laureò nel 1889 in ingegneria al Politecnico di Milano. Approfondì gli studi nel campo elettrotecnico, al tempo agli albori. Dopo la laurea, sino al 1900, lavorò nella Società delle Strade Ferrate Meridionali.

Rientrò in Friuli per lavorare alla centrale, che ora porta il suo nome, assieme al cognato Aristide Zenari. Negli anni seguenti, lavorò al progetto degli impianti del Piave e, in particolare, alla realizzazione della centrale di Fadalto.