Andrea Cossarizza

Biography

Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università di Padova, Andrea Cossarizza ha conseguito il dottorato in Oncologia e la specializzazione in Patologia clinica.

Professore ordinario di Patologia generale e immunologia, Direttore della Scuola di specializzazione in patologia clinica e vice presidente della Facoltà di Medicina e chirurgia dell’Università di Modena e Reggio Emilia, è Presidente dell’International Society for Advancement of Cytometry, che conta migliaia di membri in 42 nazioni. Inoltre, è vice presidente del Patto trasversale per la scienza.

Ha pubblicato 323 lavori su riviste internazionali (tra cui Science, Lancet, PNAS, Nature Comm., Blood, Brain, AIDS), che hanno ricevuto oltre 30.500 citazioni (H index=79, IF= 1.413,9).

Ha tenuto 210 conferenze o letture a invito in istituzioni internazionali (tra cui Harvard, UCLA, Stanford, Duke) o nazionali; ha presentato oltre 500 comunicazioni a congressi internazionali o nazionali. Ha ottenuto finanziamenti pubblici e privati per oltre 5 milioni di euro.

Intervento

Creativi si nasce o si diventa? Come si usa la creatività nel programmare una ricerca scientifica.

«La fantasia non si può comprare né imparare a scuola, ma si può allenare cercando di mettere insieme cose apparentemente scollegate, anche e soprattutto nella vita di tutti i giorni. Per chi fa il lavoro di scienziato, il disegno di un nuovo esperimento spesso necessita la fusione di competenze diverse, che vanno dalla conoscenza molto specifica e approfondita della materia, alla capacità di pensare al di fuori dagli schemi e, quindi, di capovolgere il problema per affrontarlo iniziando da punti che normalmente non fanno parte della logica comune.

Per chi si occupa di Scienza, le frasi “non si può fare” o “nessuno l’ha mai fatto” sono gli stimoli migliori per inventare cose nuove e battere fantasiose strade ancora sconosciute. Nella mia presentazione cercherò di raccontare come nel corso della mia carriera alcune delle scoperte che mi sono più care siano nate dall’aver capito e messo insieme una combinazione di cose diverse, e di quanto sia importante il concetto di “serendipity”. E anche di come sia fondamentale imparare dai propri errori, per non commetterli ancora (e casomai farne di nuovi e più clamorosi) e infine di come, per sopravvivere a noi stessi, sia cruciale avere una buona dose di autoironia».

  • Quando

  • Sabato 5 ottobre 2019, ore 18.15
  • Dove

  • Auditorium