Debora Zrinscak

Biography

Dottoranda del secondo anno all’istituto di Biorobotica della Scuola Superiore Sant’Anna, Debora Zrinscak ha deciso d’intraprendere la strada della ricerca dopo aver trascorso un periodo presso l’istituto come studente magistrale, lavorando al progetto che è tuttora il centro delle sue attività: il progetto europeo HybridHeart, per lo sviluppo di un cuore artificiale con materiali deformabili.

Ha conseguito la laurea triennale in Ingegneria industriale all’Università degli studi di Pavia nel settembre 2014. Poi, affascinata dall’ambito dell’automazione, ha proseguito con il corso di Mechatronic Engineering del Politecnico di Torino, ottenendo il titolo nel settembre 2018 con il massimo dei voti.

Durante questo periodo, ha vinto una delle 30 borse di studio annuali del progetto europeo Vulcanus, riservato a studenti di facoltà ingegneristiche europee e ha potuto trascorrere un anno in Giappone, studiando la lingua giapponese a Tokyo per quattro mesi e lavorando per altri otto nell’ambito della robotica nella quinta azienda di telecomunicazione più grande al mondo, NTT.

Quest’esperienza ha aggiunto, quindi, la quinta lingua parlata al suo bagaglio linguistico, che già includeva, il francese e l’inglese, oltra naturalmente al croato e l’italiano di cui è madrelingua.

Multiculturalità e creatività, sono da sempre elementi che hanno tenuto vivo il suo interesse e tuttora trovano forte riscontro in HybridHeart: negli ultimi due anni, ha avuto la possibilità di partecipare e di contribuire a due conferenze internazionali (RoboSoft), una nazionale (GNB) e molteplici meeting tra partener europei, presentando il suo lavoro, frutto delle sue idee, e mantenendo sempre alti entusiasmo e motivazione.

Intervento

Il lato soft della BioRobotica

«All’interno dell’istituto di Biorobotica di Pontedera esiste un’area emergente della robotica denominata “soft robotics”, che si occupa principalmente della progettazione di robot caratterizzati da strutture cedevoli e materiali deformabili, come i siliconi.

Come vedremo nel corso dell’intervento, data questa loro particolarità, i “soft robot”, solitamente bioispirati, sono accumunati dal grande vantaggio di poter lavorare a stretto contatto con il corpo umano. A tal punto da essere stati pensati non solo come potenziali strumenti di lavoro per la chirurgia o la cura della persona con disabilità, ma anche come innovativi organi artificiali, come il cuore».

  • Quando

  • Domenica 6 ottobre 2019, ore 11.30
  • Dove

  • Sala rossa