Galliano Crinella

Biography

Già professore di Filosofia teoretica all’Università degli studi di Urbino “Carlo Bo”, Galliano Crinella ha sviluppato ricerche sull’utopia, la filosofia politico-giuridica, le teorie della conoscenza e della prassi nella filosofia moderna e contemporanea, con attenzione ad alcuni autori del Novecento italiano ed europeo.

Dirige, per l’editrice Quattroventi, le Collane “Tracce” e “Popolari nella esperienza politica”. Ha curato scritti di Carlo Bo, Igino Petrone, Jan Patocka, Luigi Stefanini e pubblicato saggi sulla Scuola di Francoforte e su Norberto Bobbio, Giuseppe Capograssi, Giuseppe De Luca, Italo Mancini, Rodolfo Mondolfo, Aldo Moro, Enzo Paci e Umberto Antonio Padovani.

Ha collaborato e collabora con Rivista di filosofia neoscolastica, Studi Urbinati, Hermeneutica, Studium, Rivista internazionale di filosofia del diritto, Humanitas, Cosmopolis.

Ha pubblicato:
John Locke (con Italo Mancini), Milano, 1976; Sulle tracce della buona società, Urbino, 1987
Saggi sull’utopia, Urbino, 1988
Il presente del futuro. Tra spazio d’esperienza e orizzonte d’attesa, Urbino, 1994
Religione morale istituzioni, Urbino, 1995; Norme e valori in Kelsen, Urbino, 1997
La comprensione filosofica dell’esperienza religiosa, Urbino, 2001
Itinerari lockiani. Teoria del sapere e teoria politica, Urbino, 2005
Norberto Bobbio. Dall’umanesimo politico – giuridico alla “lettura” di Hobbes, Urbino, 2010
Stile libero. Percorsi della ricerca artistica, Urbino, 2013
Saggi e note di filosofia, Ancona, 2013.

Intervento

Creatività come legalità e applicazione, nel tempo del “terzo illuminismo”

«Il problema della creatività può essere visto come un indice altamente rappresentativo della cultura scientifica, una sorta di idea-guida.

Il problema scientifico della creatività si delinea nel momento in cui si comincia a considerare sistematicamente la creatività come creatività secondo regole, come creatività sottoposta a una legalità generale. Creatività e legalità. Ma, a un tempo, è interessante connettere il termine creatività col modo in cui la nostra specie si adatta all’ambiente, al modo in cui essa esegue l’insieme dei compiti operativi e cognitivi che ne garantiscono la sopravvivenza.

Tale interpretazione può trovare un suo orizzonte privilegiato in quello che è stato definito il “terzo illuminismo” (E.O. Wilson). Dopo il primo grande “illuminismo”, quello che si sviluppò dal XVII secolo e che si sviluppò fino al tardo XVIII secolo, dopo l’illuminismo dei grandi sistemi filosofici del XIX secolo, si giunge oggi a una situazione nuova, che definiamo “terzo illuminismo”, in cui gli scienziati e gli studiosi delle discipline umanistiche lavorano insieme per miscelare le parti migliori e più rilevanti di questi due grandi ambiti della ricerca e della conoscenza, superando quella divisione resa celebre dal classico Le due culture di C.P. Snow.

Come vedremo, un’analisi di quanto accaduto nella storia della ricerca scientifica e della cultura moderna mostra chiaramente, in definitiva, che l’ambito scientifico e l’ambito umanistico hanno una forte complementarietà nell’esercizio della creatività».

  • Quando

  • Domenica 6 ottobre 2019, ore 10.45
  • Dove

  • Auditorium