Gianluca Falletta

Biography

Gianluca Falletta, finalista di Italia’s Got Talent 2019, è un creativo italiano, un imagineer, specializzato nel mondo dell’entertainment.

Ha partecipato, come fondatore di Satyrnet, alla produzione del Festival del fumetto di Romics, RomaComics & Games, Gaming, e ora collabora con i principali festival italiani: LuccaComics & Games, Milano Cartoomics e Napoli Comicon.

Dopo “l’apprendistato” al Filmmaster Events, una delle più importanti agenzie di eventi al mondo, Gianluca si occupa di creare experience digitali immersivi ad alto livello tecnologico. Inoltre, realizza ride per parchi di divertimento internazionali, partecipando attivamente, come direttore creativo, allo start-up dei nuovissimi parchi italiani Cinecittà World e Luneur Park.

La sua missione è di unire i concetti di narrazione e creatività con l’esigenza di offrire esperienze innovative e immersive per il pubblico.

Intervento

Come la cultura può trasformarsi in experience
«Il concetto alla base di questo intervento è l’edutainment. Una parola dai mille significati, spesso molto abusata, che descriverò come la possibilità di divulgare concetti scientifici, artistici, storici o antropologici immergendo, letteralmente, gli spettatori in un contesto digitale interattivo in cui ogni singolo tema di un’esposizione può essere esplorato, toccato, analizzato e vissuto in un’esperienza multimediale e multisensoriale.

Questo modo innovativo di fare divulgazione consente alla cultura di “uscire” più facilmente dai luoghi a essa solitamente deputati, raggiungendo nuove locazioni: strutture industriali, spazi adibiti ad altre mansioni, ma anche luoghi destinati all’entertainment, come parchi divertimento, centri commerciali e programmi TV.

Dopotutto, realizzare contenuti-tributo alla nascita dell’Universo, alla teoria dell’evoluzione di Darwin e alla figura di Leonardo Da Vinci in un talent Show televisivo è stato un azzardo mediatico che non solo ha emozionato milioni di telespettatori, ma aveva l’obiettivo di fornire loro un piccolo spunto per approfondire tematiche scientifiche e artistiche più ampie.

Grazie alle experience digitali, alle exhibit e alle installazioni visuali interattive, ora, si può creare un legame più forte e diretto tra il divulgatore e il fruitore: una sintesi multimediale in cui entrare e toccare con mano i temi trattati».

«I mantra e i loro effetti sul cervello sono studiati da molto tempo. Il mantra OM, il più noto, così come il Gāyatrī mantra, ha travalicato i confini del subcontinente indiano per diffondersi in occidente. Obiettivo dei mantra è quello di superare l’ignoranza (intesa non nel senso meramente occidentale di presenza di cultura, bensì di comprensione delle leggi che regolano la vita) favorendo l’unione con la coscienza collettiva. Le preghiere occidentali, invece, hanno l’obiettivo di connettere l’individuo con il numinoso, cioè con il divino, con quell’elemento essenziale, oggettivo e soggettivo, del sacro.

Già dai primi anni ’90, Newberg, pioniere della cosiddetta Neuroteologia, si è occupato di studiare gli effetti delle preghiere e dei mantra in persone appartenenti a credo diversi, dai monaci buddhisti di diverse tradizioni alle monache francescane, chiedendo loro di utilizzare le relative meditazioni o forme di preghiera durante un esperimento.

A questi soggetti è stato chiesto di tirare una cordicella nel momento in cui avessero provato la sensazione di passare da una percezione di senso dell’ordinario alla connessione col divino; nel frattempo la loro attività cerebrale veniva registrata.

Ebbene, come vedremo nel corso dell’intervento, è stato dimostrato che le aree attive e disattive nel cervello di queste persone erano sovrapponibili, indipendentemente dal credo religioso. Questi studi sono stati confermati da molti altri successivi, alcuni utilizzando tecniche più precise come la SPECT».

  • Quando

  • Domenica 6 ottobre 2019, ore 16.00
  • Dove

  • Auditorium