Renato R. Colucci

Biography

Laureato in geologia con un dottorato in Scienze ambientali e glaciologia, trascorso in parte alle Isole Svalbard (Artico norvegese), Renato Roberto Colucci lavora al Consiglio nazionale delle ricerche nel gruppo “Clima e Paleoclima” di ISMAR Trieste.

La sua attività di ricerca si rivolge in particolare allo studio delle aree glaciali e periglaciali, in area polare e in ambiente alpino, e alla comprensione delle dinamiche climatiche e paleoclimatiche in un intervallo temporale compreso dalla fine dell’ultimo massimo glaciale (LGM) al presente.

Ha partecipato a spedizioni scientifiche internazionali in Antartide, Ande cilene, Karakorum e sulle Alpi. Dal 2016, è docente di glaciologia a contratto presso il Dipartimento di Matematica e geoscienze dell’Università degli Studi di Trieste.

Molto attivo nella divulgazione scientifica, è vicepresidente e socio fondatore dell’Unione meteorologica del Friuli Venezia Giulia (UMFVG) della quale è stato presidente dal 2010 al 2016. È referente per l’Italia della International Permafrost Association.

Intervento

Il ghiaccio nascosto delle Alpi

«Pochi mesi fa, c’è stata un’eccezionale scoperta in Carnia: quella di un ghiacciaio nascosto a quota 1.800 metri nell’altopiano di Casera Razzo.

Da queste importante novità che investe la nostra regione, partiremo in un viaggio alla scoperta della criosfera e delle sue criticità: in seguito al repentino aumento della temperatura media globale che interessa la quasi totalità del pianeta, si sta degradando a ritmo crescente. Ghiacciai marini, continentali e alpini rappresentano uno degli indicatori più evidenti del riscaldamento globale in atto.

Il rischio legato ai possibili effetti di retroazione positiva potrebbe indurre nei prossimi decenni pericolose derive ambientali potenzialmente in grado di produrre effetti inevitabilmente a larga scala sulle infrastrutture e società umane. C’è però una parte della criosfera meno visibile a una prima, superficiale occhiata, ma che rappresenta una fonte di acqua solida importante, nelle vaste distese artiche così come negli ambienti alpini vicino a noi: il permafrost.

Rifugio per piante e piccole forme di vita animale, tipiche di climi più freddi, il permafrost può “nascondere” anche ingenti quantità di ghiaccio rappresentando una porzione della criosfera spesso di difficile quantificazione, ma non per questo meno importante.

Questo ghiaccio nascosto, risulta spesso più resiliente alle profonde modifiche ambientali che stanno avvenendo, e potrebbe rappresentare in futuro una importante risorsa».

  • Quando

  • Domenica 6 ottobre 2019, ore 14.30
  • Dove

  • Auditorium